NON SMETTEVANO DI CANTARE
 (Giannini/Baiocco) 2019


Non smettevano di cantare

Assiepati sull’orlo del baratro aggrovigliati in un fango indistinto

Una melma putrida di corpi braccia catene gambe occhi capelli Continuavano ad innalzare inni sbraitando

Boccheggiando verso l’alto verso il basso

Simili a mostri impazziti pigiati l’uno contro l’altro

Avvinghiati in un abbraccio scandaloso

E non smettevano di cantare e di urlare

Quel suono insopportabile di furore e grida quel frastuono

Erano mischiati attorcigliati senza pudore

E si muovevano ondeggiando come un unico corpo

Proteso sull’orlo del baratro

Mentre il vento ruggiva l’eco di mille esplosioni

Sempre più vicine sempre più terribili esplosioni

E l’aria si impregnava di bagliori e miasmi nauseabondi

Scavando fosse di fuoco e cenere

E il cielo si approssimava alla notte

Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario

Voi non sapete che cosa significhi l’orrore

Uno ad uno cantando strepitando ululando come lupi

Hanno cominciato a gettarsi staccandosi dall’abbraccio degli altri Strappandosi dalla morsa del fango che li teneva uniti

Uno ad uno senza alcuna considerazione senza terrore

Hanno cominciato a lanciarsi nel vuoto

E non smettevano di cantare

Non smettevano di cantare

Uno ad uno cantando e ridendo a squarciagola

Compivano l’unico passo possibile

Incuranti dell’abisso indifferenti allo schianto

Di cui giungevano già i primi boati minacciosi

Si avventavano sul baratro quasi a volerlo ingoiare

Con il loro salto il loro canto il loro ridere sguaiato

Insopportabile anche da questa distanza

Voglio ricordarmelo non voglio dimenticarlo mai

Perché a un certo punto ho capito

Come se mi avessero sparato un diamante

E quel diamante mi si fosse conficcato nella fronte

A un certo punto ho capito

Sì ho capito che loro erano più forti di noi

Perché loro riuscivano a sopportarlo

Avevano avuto la forza di farlo cantando

Con un gesto perfetto genuino completo cristallino puro

Loro erano più forti di noi perché non smettevano di cantare

Anche precipitando nel nulla anche abbandonandosi all’orrore

Perché non c’è nulla che detesti di più dell’odore marcio delle bugie

E perché loro non erano mostri

Erano uomini.