QUANDO CI SIAMO SOLLEVATI IN PIEDI
(Cesarini/Baiocco) 2019


 

Quando ci siamo sollevati in piedi
Il nostro sguardo si è aperto
Su un vasto orizzonte di potenzialità
Il fertile albero dell’evoluzione produsse due rami
Due grandi famiglie di ominidi
La famiglia dalle mascelle possenti era in grado di
Triturare vegetali, noci e radici
Ma ebbe vita breve
Il mondo intero tremò, il cielo si aprì in due
E scese sull’albero della vita un grande fulmine
Che lo spaccò a metà
Alla catastrofe sopravvissero solo i nostri progenitori:
Ominidi dalle mascelle leggere adatte a una dieta onnivora
Fatta anche di carne
Le iene raccontano che per mangiare questi ominidi
Si riunivano in gruppi numerosi
E sottraevano a loro e agli altri predatori
Le carcasse degli animali morti
Prepotenti, ladri…
I primi utensili di pietra li crearono per rompere ossa
E arrivare al midollo degli animali, succulento e nutriente
Midollo nutre midollo
Il cervello crebbe costantemente
E con esso la così detta intelligenza
L’homo erectus si attrezzò meglio per la caccia:
Creò strumenti per sagomare le pietre ù
E usarle come punte delle lance
Si impossessò del fuoco
Per cuocere il cibo, riscaldarsi e difendersi dai predatori
Uccidere e difendersi, costruire ripari, mangiare e sopravvivere
Nutrire il cervello, che intanto cresceva sempre di più
Così l’homo sapiens trovò le parole per dire
“Questo sono io”
“Io voglio sopravvivere”
E creò abiti e gioielli, pitture, scritture
E rituali per seppellire i suoi morti
Il cervello era cresciuto così tanto
Che il pensiero giunse oltre le frontiere della vita:
Cosa è la morte?
Che ci attende dopo?
Perché nessuno ci dice niente?
La ragione che tutto può contemplare
L’uomo che nel frattempo è diventato uno scienziato
Che ha colonizzato la terra, schiavizzato gli animali
E esplorato l’universo
L‘Uomo che da allora non ha mai smesso di dominare

E distruggere
L’uomo ha perso la lingua della natura
La natura dice:
Tu sei un’illusione
Vita e morte, passato e futuro sono un’illusione della mente
L’amore unisce tutto e tutti
L’amore non fa distinzioni
Così, dai tempi dei tempi, la natura parla

All’uomo che si desta